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L’utilizzo della mindfulness con persone con ADHD può sembrare irrealizzabile, dal momento che, per aumentare la consapevolezza è fondamentale prestare attenzione al proprio corpo e alle proprie sensazioni nel momento presente, compito cognitivo che risulta di per sé compromesso in un quadro clinico di ADHD. Eppure, in ricerche recenti, i clinici hanno impiegato la mindfulness nel trattamento di bambini con ADHD, dimostrando che, grazie ad essa, è possibile sviluppare una maggiore capacità di concentrazione e autoregolazione.
Un gruppo di ricercatori dell'Università della California-Los Angeles, condotto da Lidia Zylowska, psichiatra e fondatrice del Mindful Awareness Research Center (MARC), analizzando gli effetti del programma Mindful Awareness Practices, MAPs for ADHD, su adulti e adolescenti ha dimostrato che è possibile insegnare la Mindfuness a persone con ADHD con effetti significativi sul controllo degli impulsi e sulle capacità attentive.

Cos’è il MAPs for l'ADHD e come funziona?
Il team della MARC ha riadattato il programma di Mindfulness basato sulla consapevolezza (MBSR) per renderlo più flessibile per le persone con ADHD.
Le sedute di mindfulness erano articolate secondo tale procedimento: le persone meditavano inizialmente per pochi minuti e aumentavano progressivamente il numero di minuti della meditazione. Il programma si dimostrava flessibile in quanto le persone potevano scegliere se meditare da sedute oppure se fare una camminata consapevole.
Per aumentare la comprensione dei concetti e degli insegnamenti, venivano utilizzati ausili visivi, questo perché le persone con ADHD tendono a preferire stimoli visuali per l’apprendimento.
Gli istruttori utilizzavano, per esempio, immagini come il cielo blu per spiegare cosa fosse la consapevolezza, dove le nuvole rappresentavano pensieri e sensazioni che passavano e scorrevano nel cielo, così come questi fanno nella mente. Si insegnava poi ad osservare la propria esperienza interiore in modo non giudicante, in qualità di testimoni.
Nel programma veniva inoltre inserita una componente più educativa in cui venivano affrontati i problemi di autostima e gli stati emotivi negativi nei confronti dei quali le persone erano invitate a non identificarsi. Poi, veniva inserita una pratica comune di consapevolezza chiamata “meditazione amorevole” nella quale si chiedeva di desiderare il bene per se stessi e per agli altri.
Le persone praticavano ogni giorno seguendo i principi della mindfulness, ovvero concentrandosi sul momento presente e avendo un atteggiamento di apertura, curiosità e accettazione al fine di aumentare la consapevolezza di propri pensieri, emozioni e comportamenti. In questo modo erano in grado di imparare a prestare attenzione ai sottili cambiamenti che accadevano momento per momento e che potevano essere interrotti da impulsi e distrazioni.
Al termine del programma, la maggior parte delle persone con ADHD ha avuto numerosi miglioramenti nell’attenzione e nel controllo dell’iperattività. Alcuni test effettuati prima e dopo il trattamento hanno mostrato in particolare un miglioramento nell’inibizione e nei compiti di “conflitto attentivo”, che indica la capacità di rimanere concentrati nonostante ci siano delle distrazioni in un certo compito.
Data l’efficacia riscontrata del programma MAPs for ADHD, numerosi professionisti si sono interessati alla sua applicazione. Il programma sta diventando una formazione sempre più richiesta, poiché effettivamente utile per pazienti con ADHD e per le proprie famiglie.
La consapevolezza può aiutare, infatti, tutti coloro che sono coinvolti nei processi di cura e terapia, non solo i diretti interessati. Infatti, la Mindfuness può essere utile per le famiglie di bambini con ADHD per affrontare lo stress, le preoccupazioni e le sofferenze che il disturbo porta inevitabilmente con sé.