Un recente studio ha indagato l’efficacia del Mindfulness-Based Eating Awareness Training (MB-EAT) sulla riduzione dello stress percepito e dell’indice di massa corporea (BMI) in donne in sovrappeso. I risultati emersi suggeriscono che il training basato sulla mindfulness è efficace nel ridurre lo stress percepito e migliorare comportamenti alimentari disfunzionali. Questo dato è in linea con ricerche precedenti e rafforza l’evidenza a supporto dell’uso della mindfulness come strumento di intervento psicologico.
Riduzione dello stress percepito attraverso la mindfulness
Secondo gli autori, la formazione alla mindfulness può aumentare il senso di autostima e autosufficienza nei soggetti, fornendo loro energia, forza e abilità per affrontare le attività quotidiane e proteggersi dallo stress. Ne consegue una maggiore fiducia nelle proprie capacità e un atteggiamento positivo nei confronti dell’ambiente, che si traduce in livelli di stress percepito più bassi.
Nel gruppo sperimentale, sottoposto all’intervento mindfulness, lo stress percepito è risultato significativamente inferiore rispetto al gruppo di controllo. Questo suggerisce che la mindfulness può neutralizzare l’impatto di alcuni fattori stressanti, migliorando le risposte psicologiche e fisiologiche allo stress.
Meccanismi psicologici coinvolti nella riduzione dello stress
Le tecniche utilizzate nel programma MB-EAT permettono infatti un cambiamento dell’atteggiamento degli individui nei confronti degli eventi stressanti, migliorano le strategie di coping e riducono le risposte fisiologiche allo stress, contribuendo al mantenimento della salute psicofisica. Il programma aumenta la sensazione di controllo, autosufficienza, autostima, la capacità di affrontare le difficoltà in modo adattivo e la percezione di supporto sociale. Tutti questi fattori si riflettono positivamente sui processi cognitivi, sulla sicurezza percepita, sulla stabilità emotiva e sull’equilibrio psicologico.
Secondo i ricercatori, tali cambiamenti sono in grado di ridurre gli stati d’animo negativi, l’isolamento sociale e di migliorare la qualità della vita. L’effetto complessivo dell’addestramento alla mindfulness è una diminuzione del disagio e un miglioramento della salute generale nelle donne in sovrappeso, con impatti positivi anche sul metabolismo corporeo.
Ristrutturazione cognitiva degli eventi spiacevoli
Un ulteriore elemento rilevante emerso dallo studio riguarda la modificazione dell’elaborazione cognitiva degli eventi spiacevoli. Le partecipanti al programma MB-EAT, infatti, tendono ad attribuire agli eventi negativi caratteristiche temporanee, esterne e limitate, un meccanismo che risulta fondamentale per l’adattamento agli eventi stressanti.
Effetti sul comportamento alimentare e sull’indice di massa corporea
Oltre alla riduzione dello stress, un altro risultato significativo riguarda la diminuzione del BMI nelle donne sottoposte all’intervento mindfulness, confermando i risultati di studi precedenti. Gli autori spiegano l’efficacia dell’intervento in relazione alla diminuzione dell’assunzione di cibo, conseguente al miglioramento dei comportamenti alimentari. Il programma ha infatti un impatto su diversi pattern alimentari disfunzionali.
Maggiore consapevolezza dei segnali interni
Uno dei meccanismi principali alla base di questo cambiamento è l’aumento della sensibilità ai segnali interni di fame e sazietà. L’intervento mindfulness favorisce la capacità di percepire e distinguere i segnali fisiologici legati al bisogno di nutrimento, riducendo così il comportamento alimentare determinato da stimoli esterni. Questi risultati sono in linea con la letteratura esistente.
Riduzione del craving e del pensiero impulsivo
Un altro punto chiave riguarda la relazione tra fame e motivazione automatica all’assunzione di cibi ipercalorici. Quando si è affamati, la visione di cibo gustoso genera pensieri più gratificanti rispetto alla sensazione di sazietà. In questo contesto, la pratica del body scan può contribuire a interrompere l'immaginazione coerente con il desiderio di cibo, riducendo la capacità cognitiva di alimentare fantasie legate al craving. Ciò porta a una diminuzione del desiderio verso alimenti poco salutari.
Inoltre, la riduzione dell’impulsività rappresenta un ulteriore meccanismo psicologico attraverso cui l’addestramento alla mindfulness incide sui comportamenti alimentari. L’impulsività è una variabile mediatore tra la mindfulness e la diminuzione del mangiare emotivo e del mangiare esterno.
Accettazione non giudicante e resistenza all’impulso
L’insegnamento dell’attenzione al momento presente e dell’atteggiamento non giudicante verso pensieri ed emozioni contrasta direttamente con l’agire impulsivo. Le pratiche di body scan e le altre tecniche di consapevolezza proposte nel programma aiutano i partecipanti a osservare e accettare i propri pensieri e sentimenti senza giudicarli, migliorando così la capacità di resistere agli impulsi legati alla fame.
Limiti dello studio e prospettive future
Nonostante i risultati positivi, lo studio presenta alcune limitazioni. In primo luogo, la differenza nei livelli di istruzione tra le partecipanti e la ridotta dimensione del campione possono influenzare la generalizzabilità dei risultati. Inoltre, la ricerca è stata condotta esclusivamente su donne in sovrappeso; considerato l’elevato livello di stress presente in questo tipo di popolazione e la carenza di supporti specifici in questo ambito, gli autori raccomandano di estendere futuri studi anche ad altre patologie croniche.
Implicazioni applicative per la pratica clinica
Dal punto di vista applicativo, gli autori suggeriscono l’utilizzo di programmi di mindfulness in gruppo, brevi e orientati all’autoprotezione. Tali interventi potrebbero risultare utili per ridurre i problemi delle persone e migliorare la loro qualità di vita, offrendo uno strumento sostenibile e accessibile.
In conclusione, il training sulla consapevolezza applicata all’alimentazione (MB-EAT) mostra evidenze di efficacia nella riduzione dello stress percepito e nel miglioramento del comportamento alimentare, con effetti positivi anche sull’indice di massa corporea. Per i professionisti della salute mentale, rappresenta un’opzione d’intervento promettente e integrabile nella pratica clinica rivolta a pazienti con sovrappeso e disagio psicofisico associato.
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BIBLIOGRAFIA
Oraki, M., & Ghorbani, M. (2019). The effectiveness of mindfulness-based eating awareness training (MB-EAT) on perceived stress and body mass index in overweight women. International Journal of Applied Behavioral Sciences, 6(3), 1-8.
