Il parto, segnando la conclusione fisica della gravidanza, è
un evento complesso che coinvolge non solo aspetti fisiologici, ma anche
profondi aspetti psicologici. Pur essendo comunemente percepito come il termine
di un ciclo gestazionale, il parto rappresenta una fase di intensa
trasformazione per la donna, la quale attraversa una serie di cambiamenti
fisici e psicologici che segnano l’inizio della maternità e la fine del periodo
di gravidanza. La transizione dal concetto di gravidanza a quello di maternità
non è mai priva di sfide emotive, e l’esperienza del parto può essere vissuta
in modi estremamente diversi a seconda delle circostanze individuali e del
supporto ricevuto.
Dal punto di vista fisiologico, il parto implica il
passaggio da uno stato di preparazione e accoglimento alla nascita di un
bambino a uno di recupero e adattamento del corpo materno. Tuttavia, sul piano
psicologico, il parto è anche un evento cruciale che non solo pone fine alla
gravidanza, ma segna il punto di inizio di una serie di cambiamenti psicologici
legati all’accoglienza del bambino e all'inizio del percorso materno. Le
esperienze emotive legate al parto possono variare considerevolmente, oscillando
tra un senso di realizzazione e soddisfazione, e tra vissuti di paura, ansia o
frustrazione.
Il parto, in quanto esperienza unica e altamente
individuale, può anche avere un impatto significativo sul benessere psicologico
della madre nel lungo periodo. Le emozioni vissute durante il travaglio e il
parto possono influenzare la relazione madre-bambino, nonché la percezione del
ruolo materno. In particolare, la qualità dell'assistenza ricevuta, la
preparazione alla nascita e il supporto emotivo durante il parto possono
determinare la percezione di autoefficacia materna e l’esperienza complessiva del
parto.
Il parto viene vissuto dalle
stesse donne come un evento che va oltre il semplice atto biologico della
nascita, ma che piuttosto rappresenta un vero e proprio “viaggio” psicologico.
Molte donne descrivono il parto come un'esperienza
impegnativa ma per lo più positiva, che hanno affrontato con l'aiuto delle
proprie risorse interne e con il supporto di altri (Olza et al., 2018). Questi
sentimenti di forza e resilienza emergono quando le donne superano le
difficoltà del travaglio, vivendo una sensazione di empowerment che le prepara
ad affrontare il nuovo capitolo della maternità.
Un aspetto fondamentale che emerge da numerosi studi è
l'importanza del supporto sociale ed emotivo durante il travaglio. Le donne
spesso riportano che la presenza del partner, dei familiari e degli operatori
sanitari, in particolare delle ostetriche, ha avuto un impatto significativo
sull'esperienza del parto. Il partner, in particolare, viene visto come il
principale punto di riferimento emotivo, con il quale la donna condivide
l'intensità del travaglio, ricevendo supporto nelle fasi critiche (Olza et al.,
2018). Inoltre, sebbene inizialmente molte donne preferiscano una certa
distanza dagli operatori, con l'intensificarsi del travaglio cresce il
desiderio di una maggiore presenza da parte delle ostetriche, che devono
mantenere un equilibrio tra il rispetto per il desiderio di autonomia e il
sostegno necessario a favorire il senso di controllo e sicurezza (Olza et al.,
2018).
Sebbene il dolore sia una parte
inevitabile del travaglio, molte donne tendono a reinterpretarlo positivamente,
collegandolo alla nascita del loro bambino. Questo processo di riformulazione
del dolore come parte di un'esperienza significativa contribuisce alla
valutazione complessiva positiva del parto, anche quando momenti di sofferenza
sono presenti. La fiducia nelle proprie capacità di affrontare il dolore e di
gestirlo è fortemente legata a una percezione positiva dell'esperienza
complessiva del parto (Olza et al., 2018). Inoltre, la gestione positiva del
dolore sembra essere correlata a un senso di autoefficacia che migliora la
percezione psicologica del travaglio, mentre una gestione negativa del dolore
tende a generare emozioni più frustranti e deludenti.
Anche se l'esperienza del parto
può essere vista come un processo generalmente positivo, le donne che
affrontano complicazioni durante il travaglio o partoriscono in condizioni
sfavorevoli, spesso descrivono un vissuto diverso, caratterizzato da emozioni
negative. Un esempio significativo è rappresentato dalle esperienze di parto
durante la pandemia di COVID-19, un periodo in cui le misure di contenimento,
come il lockdown e le restrizioni negli ospedali, hanno avuto un impatto
significativo sulla dimensione psicologica del parto. La separazione dai propri
cari, la ridotta presenza di figure di supporto e la maggiore incertezza
sanitaria hanno contribuito a incrementare il livello di stress, ansia e senso
di isolamento nelle donne che hanno partorito in quel periodo (Viaux, Maurice,
Cohen, & Jouannic, 2020).
L’assenza del partner o di altre figure di riferimento durante il travaglio e il parto ha influenzato negativamente la percezione del controllo e della sicurezza, elementi fondamentali per il benessere psicologico della donna in quel momento critico. Inoltre, le donne che hanno vissuto il parto durante la pandemia hanno riportato un aumento della paura legata al contagio, alla gestione medica dell’evento e all’incertezza sulle condizioni del neonato subito dopo la nascita. L’impossibilità di ricevere un supporto adeguato da parte di ostetriche e personale sanitario, spesso sovraccaricato e costretto a seguire rigidi protocolli di sicurezza, ha ulteriormente acuito il senso di vulnerabilità e solitudine (Viaux, et al., 2020).
L’esperienza del parto rappresenta un evento altamente significativo nella vita di una donna, caratterizzato da una complessa interazione tra dimensioni fisiologiche e psicologiche. La percezione del parto non è uniforme, ma varia in base a fattori personali, ambientali e relazionali. Il senso di controllo, il supporto ricevuto e la capacità di reinterpretare il dolore in chiave positiva giocano un ruolo fondamentale nel determinare il vissuto soggettivo del parto. Le donne che si sentono sostenute da figure di riferimento, come il partner o gli operatori sanitari, tendono a vivere il travaglio con maggiore fiducia e resilienza, percependo il parto non solo come una prova fisica, ma anche come un momento di crescita personale.Se l’argomento ti è piaciuto e desideri approfondire, il nostro Master in Psicologia e Fisiologia Perinatale potrebbe essere la scelta giusta per te.
BIBLIOGRAFIA
Olza, I., Leahy-Warren, P., Benyamini, Y., Kazmierczak, M., Karlsdottir, S. I., Spyridou, A., Crespo-Mirasol, E., Takács, L., Hall, P. J., Murphy, M., Jonsdottir, S. S., Downe, S., & Nieuwenhuijze, M. J. (2018). Women’s psychological experiences of physiological childbirth: A meta-synthesis. BMJ Open, 8(4), e020347. doi.org Viaux, S., Maurice, P., Cohen, D., & Jouannic, J. M. (2020). Giving birth under lockdown during the COVID-19 epidemic. Journal of Gynecology Obstetrics and Human Reproduction, 49(6), 101785. https://doi.org/10.1016/j.jogoh.2020.101785
