La pandemia da COVID-19 ha rappresentato una sfida globale senza precedenti, non solo per la salute pubblica, ma anche per l’equilibrio psicologico e relazionale delle persone. In questo contesto critico, il Training Autogeno (TA), una tecnica di rilassamento ideata da Johannes Heinrich Schultz negli anni '30, si è rivelato un alleato prezioso per molti individui. Uno studio (de Rivera et al., 2021) condotto in Spagna su 75 praticanti abituali di TA ha fornito dati interessanti sugli effetti positivi di questa pratica durante i mesi più intensi della crisi sanitaria.

Obiettivi e metodologia

La ricerca ha indagato tre ambiti principali: lo stato di salute dei partecipanti durante la pandemia, i livelli di ansia correlati al COVID-19, e il ruolo percepito del Training Autogeno nel mantenimento della salute fisica, psicologica e relazionale. Il campione era composto in modo equilibrato tra uomini (45,3%) e donne (54,7%), con quasi la metà dei partecipanti attivi nel settore sanitario e una forte concentrazione geografica nella città di Madrid.

La frequenza media di pratica del TA risultava essere di 8,64 esercizi a settimana. Si ricorda che la raccomandazione standard prevede una frequenza compresa tra 7 e 21 volte settimanali, con una maggiore intensità nei periodi iniziali di apprendimento della tecnica.

Ansia, genere e risposta alla pandemia

Un dato particolarmente interessante riguarda le differenze di genere nella pratica del Training Autogeno. Gli uomini tendono a praticarlo con maggiore frequenza rispetto alle donne, sia in tempi normali che durante la pandemia. Tuttavia, è stato osservato che entrambe le categorie hanno incrementato la frequenza di pratica nel periodo pandemico, con un aumento più marcato nelle donne.

Questa tendenza può essere interpretata come una risposta adattiva a livelli più elevati di stress e ansia, in linea con gli studi sperimentali che evidenziano l’efficacia della tecnica nel ridurre l’ansia correlata al COVID-19, soprattutto tra i giovani adulti.

Pratica regolare e benefici a lungo termine

Come prevedibile, è stata riscontrata una correlazione positiva tra età e anzianità di pratica. Tuttavia, questo dato non si limita a una semplice relazione cronologica: suggerisce anche che, una volta avviata, il TA tende a stabilizzarsi come abitudine di vita.

Di particolare rilievo è il fatto che gli individui che sono rimasti in buona salute durante la pandemia avevano, in media, una maggiore anzianità di pratica rispetto a coloro che si sono ammalati. Tale evidenza conferma risultati storici che indicano come la pratica regolare del Training Autogeno rafforzi le funzioni omeostatiche dell’organismo, contribuendo a una maggiore resilienza fisica. Studi più recenti hanno inoltre mostrato che può influenzare positivamente il sistema immunitario.

Relazioni sociali ed empatia

Un altro dato significativo riguarda l’impatto del TA sulla sfera relazionale. La maggioranza dei partecipanti ha dichiarato che la pratica li ha aiutati a comprendere meglio gli altri. Questo effetto, che in letteratura viene definito “terzo interruttore autogeno”, sembra essere direttamente correlato alla frequenza di pratica, sia nei periodi normali che durante la pandemia.

Il distanziamento sociale e l’isolamento hanno avuto un impatto significativo sulle relazioni interpersonali durante la crisi sanitaria. In questo scenario, il Training Autogeno si propone non solo come strumento di autoregolazione emotiva, ma anche come mezzo per preservare la qualità dei legami sociali attraverso l’aumento dell’empatia e della disponibilità relazionale.

Percezioni soggettive e professione

Nel complesso, i partecipanti hanno valutato molto positivamente gli effetti del TA sulla propria salute psicologica, fisica e relazionale. Questo giudizio positivo non risulta significativamente influenzato né dall’anzianità nella pratica, né dalla professione di appartenenza. Anche coloro che avevano iniziato a praticare da poco tempo riferivano benefici evidenti, suggerendo che gli effetti positivi dell’AT possono manifestarsi sin dalle prime fasi dell’apprendimento.

Da notare che i professionisti della salute tendevano ad avere una maggiore anzianità di pratica rispetto agli altri. Ciò può essere spiegato con il più facile accesso alla formazione in AT nei contesti clinici, e con una maggiore motivazione a sviluppare competenze di autoregolazione psicofisiologica nel proprio lavoro.

Considerazioni finali

I risultati dello studio suggeriscono che il Training Autogeno è percepito come una risorsa efficace nel mantenimento del benessere durante situazioni di crisi. In particolare, contribuisce alla riduzione dell’ansia, al miglioramento della salute fisica e al rafforzamento delle capacità relazionali, tutti aspetti messi a dura prova dalla pandemia.

Anche se la ricerca presenta alcune limitazioni — come la dimensione ridotta del campione e l’assenza di criteri di selezione legati allo stato di salute pregresso — essa rappresenta un importante passo verso una comprensione più approfondita del valore preventivo e terapeutico del Training Autogeno.

Implicazioni per la pratica psicologica

Per i professionisti della salute mentale, questi risultati offrono un’ulteriore conferma dell’utilità del TA come tecnica integrabile nei percorsi terapeutici. Può essere raccomandato a pazienti che presentano sintomi di ansia, vissuti di solitudine o difficoltà relazionali. La sua applicazione è semplice, economicamente sostenibile, e può essere appresa in tempi relativamente brevi. Inoltre, la possibilità di praticarlo in autonomia lo rende uno strumento particolarmente adatto nei contesti di isolamento o limitata accessibilità ai servizi psicologici.

In un’epoca in cui il concetto di salute mentale si allarga sempre più a includere il benessere globale della persona, il Training Autogeno si conferma una tecnica valida e attuale, capace di sostenere la resilienza individuale anche nei momenti più difficili.

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BIBLIOGRAFIA

de Rivera, L., Ozamiz-Etxebarria, N., Dosil-Santamaría, M., & de Rivera-Monterrey, L. (2021). Autogenic training improves the subjective perception of physical and psychological health and of interpersonal relational abilities: an electronic field survey during the COVID-19 crisis in Spain. Frontiers in psychology, 12, 616426.