Dott. Federico Loda

Profilo

Formatosi al corso di laurea triennale di scienze e tecniche psicologiche presso la sede bresciana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha conseguito presso lo stesso Ateneo una laurea magistrale in psicologia degli interventi clinici nei contesti sociali, con una tesi sull’identità digitale degli adolescenti all’interno dei social media.

Ha poi deciso di affrontare l’esperienza del tirocinio post lauream in contesti che permettessero di affrontare, dal punto di vista pratico, situazioni che aveva precedentemente studiato a livello teorico. Per questo motivo, ha svolto il primo semestre presso il Ser.t. di Orzinuovi, afferente alla ASST della Franciacorta; mentre nel secondo semestre, è stato ospitato dal Centro diurno Papillon di Visano, un ramo della Fraternità Giovani, a sua volta parte della cooperativa Fraternità di Brescia, dove ha potuto confrontarsi con la realtà della neuropsichiatria infantile.

Dopo aver ottenuto l’abilitazione alla professione di psicologo, si è iscritto alla scuola di psicoterapia dinamica adleriana di Brescia, facente parte dell’Istituto Alfred Adler di Milano. Grazie al tirocinio della scuola, ha avuto occasione di entrare in contatto con il centro clinico Spazio Off, anch’esso appartenete alla Cooperativa Fraternità ma collocato sotto l’ala della Fraternità Comunità. Tale realtà si occupa di trattare i disturbi connessi alle nuove dipendenze, come il gioco d’azzardo o le dipendenze connesse alle nuove tecnologie (internet, social media, videogiochi, ecc.). Non solo, grazie alla collaborazione con il gruppo di lavoro del dott. Bocci, psicologo e Psicoterapeuta adleriano, di cui fa parte, il centro clinico ha potuto sviluppare il nuovo approccio terapeutico della Videogame Therapy, una metodologia che utilizza il videogioco come strumento clinico all’interno della psicoterapia.

Parallelamente a questa realtà, grazie ad un bando del comune di Brescia, ha avuto modo di entrare in contatto con la Cooperativa La Rete di Brescia, dove si occupo di lavorare nell’ambito della marginalità sociale, portando avanti progetti di orientamento e di sostegno all’autonomia con persone senza fissa dimora, richiedenti asilo e giovani adulti “svantaggiati”.